Gli Artisti

"CREAZIONE" - STUDIO AZZURRO

Studio Azzurro

Lo storico gruppo nasce a Milano nel 1982 dalla convergenza delle esperienze di Fabio Cirifino (Milano 1949) per la fotografia, Paolo Rosa (Rimini 1949) per le arti visive e la regia, Leonardo Sangiorgi (Parma 1949) per la grafica e l’animazione.L’attenzione al contesto sociale verso cui l’opera è indirizzata si rende evidente sin dai primi videoambienti degli anni ’80, per trasformarsi nel corso del tempo in una vera e propria centralità dello spettatore, chiamato a svolgere un ruolo attivo nell’opera, diventandone co-protagonista animando gli elementi con cui interagisce e allo stesso tempo mettendo in campo il proprio bagaglio emozionale. Nascono così, a partire dal 1995, gli ambienti sensibili, installazioni interattive che reagiscono alle sollecitazioni esterne come il calpestio, il tocco, l’emissione di suoni o il movimento. La riflessione sulle arti visive e i mezzi di comunicazione investe anche i campi del teatro sperimentale, tra musica, danza e videoproiezioni – si pensi allo spettacolo Camera Astratta del 1987, presentato a Documenta 8 e vincitore del Premio Ubu, oppure a The Cenci a Londra nel 1997 – e del cinema: Il Mnemonista del 2000 è una delle realizzazioni più note, incentrata sull’interazione tra vita e memoria, realtà e visione. Sin dagli esordi il gruppo svolge anche una profonda riflessione teorica sulla condizione dell’arte e sulle potenzialità dei mezzi di comunicazione, in particolare attraverso l’attività critica di Paolo Rosa.

"DE-CREAZIONE" - JOSEF KOUDELKA

Josef Koudelka

Fin dagli scatti giovanili, eseguiti in teatro e presso le comunità di zingari del suo paese, il fotografo ceco Koudelka aveva rivelato una capacità straordinaria di entrare in mondi a lui estranei e una propensione fuori del comune a creare visioni divergenti del reale. L’intensa parabola artistica comincia nei primi anni ’50, quando realizza le prime fotografie amatoriali. Nel 1961, terminati gli studi d’ingegneria all’Università di Praga, realizza la sua prima mostra fotografica. In quegli stessi anni comincia a fotografare gli zingari del territorio slovacco e le feste religiose popolari, realizzando anche scatti di scena nei teatri di Praga. La prima mostra sul tema degli zingari, Cikáni 1961-1966 è allestita a Praga nel 1966, mentre l’anno successivo lascia l’attività d’ingegnere per dedicarsi esclusivamente alla fotografia. Il 1968 è un anno cruciale tanto per Koudelka quanto per la storia della fotografia: è prima in Romania per documentare la vita degli zingari locali, ma torna a Praga in tempo per riprendere l’occupazione delle truppe sovietiche.. Nel 1991 fotografa il centro di Beirut sfigurato dalla guerra, mentre nel corso del decennio si dedica a una serie di fotografie panoramiche nel Galles e a nuove indagini sul rapporto tra uomo e territorio. Nel 2003 è esposto a Roma il risultato del progetto Teatro del tempo, ambientato nella capitale. Al mediterraneo e al vicino oriente rivolge l’attenzione in una serie di lavori che si snodano nel corso dell’ultimo decennio, in parte presentati nell’esposizione Vestiges 1991-2012 a Marsiglia. 

"RI-CREAZIONE" - LAWRENCE CARROLL

Lawrence Carroll

Nato a Melbourne da genitori di composite ascendenze, all’età di quattro anni si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti, in California, prima a Santa Monica, dove i Carroll conducono una vita improntata all’economia dei mezzi, e poi a Los Angeles, dove frequenta l’Art Center College e si guadagna da vivere tra insegnamento e attività di illustratore. In questo periodo nascono i primi telai realizzati autonomamente con materiali di scarto, spesso coperti da tele usate da altri studenti e ridipinte, elementi che contribuiranno a formare la cifra del suo lavoro. Nel 1984 abbandona la West Coast per trasferirsi a New York; qui entra in contatto con l’ambiente artistico locale e con le gallerie d’arte, giungendo a realizzare nel 1988 la prima mostra personale. I suoi lavori divengono internazionalmente noti a partire dalla fine degli anni ’80, quando Harald Szeeman lo sceglie, assieme ad altri otto giovani artisti americani, come rappresentante della nuova generazione nella celebre mostra “Einleuchten” di Amburgo, mentre nel 1992 è chiamato a partecipare a “Documenta IX”. Oggi vive e opera tra gli Stati Uniti e l’Italia, dove svolge anche attività di insegnamento universitario presso lo IUAV di Venezia.L’artista interviene più volte su ogni parte dell’opera, con una cura che si rivela accudimento discreto, disciplina più che meticolosità, e dove i fattori della crescita e della lentezza, della meditazione allegra e solitaria a un tempo, giocano un ruolo fondamentale.  

We need to build bridges 

Not just the catholic church but all churches, this pavilion is a bridge. 

Bridges connect 

Bridges bring hope 

Bridges allow us to connect to others

Bridges allow conversation

And questions and dialog 

And bridges bring compassion.

We cannot live on islands

Isolated , and spend our lives building walls , we must look around ourselves 

And look outside the comforts of our own lives and beliefs.

We must open the doors for conversation, 

We must unfold to each other

Share our differences

Erase cynicism and allow into our lives differences ! 

This is what my paintings are about. An awareness of a profoundly human vulnerability and The need for bridges. 

A desire for hope, and that everything has a life and this life can unfold into the hands of another, in another way another time and another place.

Lawrence Carroll. 

Rome 2013

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